Editoriale

Perchè, da militonto di Rifondazione, non aderirò alla Federazione
Come iscritto a Rifondazione Comunista non mi tessererò alla nascente (a tavolino) Federazione della Sinistra. Se la Politica fosse così semplice da essere risolta con queste amenità, tutti saremmo capaci di praticarla ai più alti livelli: basterebbe avere un nome in tasca, un po' di quattrini per depositarlo dal notaio insieme con l'inventario dei beni da tutelare (una volta si diceva: “compagni sempre, fessi mai”) ed il pranzo sarebbe servito. Il fatto che a livello centrale l'unica soluzione periodicamente prospettata al militonto sia l'adesione ad un nuovo Vangelo messianico-marxista (le tante scissioni e controscissioni: PCL, PdAC, SC, SP) o all'ennesima scatola cinese (prima l'Unione, poi l'Arcobaleno, poi la Lista Unitaria, ora la Federazione) rende bene la misura della pochezza strategica di coloro ai quali è demandato il compito della direzione nazionale di questo o quel Partito. Che poi nodi cruciali vengano sciolti - ormai per prassi consolidata - da un piccolo pugno suicida di "dirigenti di se stessi" e se ne chieda, solo successivamente e sfacciatamente, la ratifica agli organi parlamentari interni, dovrebbe far riflettere le/i tante/i compagne/i che approvano quel metodo e quelle scelte ma che, quotidianamente, si divertono a sparare fucilate sulla presunta “illegalità” del ricorso ai decreti-legge del Presidente-Sultanoperaio. Tante perplessità, dunque. Come quella del compagno Gianluigi Pegolo il quale, in occasione dell'ultima Direzione Nazionale, si interroga sul perché si sia passati dalla dicitura “Federazione della sinistra d'alternativa” a “Federazione della sinistra”: “far passare questa scelta come una casualità o presentarla come dettata da esigenza di sinteticità mi pare davvero poco credibile. La scelta ha un senso preciso, annacqua l’identità per consentire altri ingressi”.
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Legenda

MdV, giornale Comunista con il dito nel naso
on-line (quasi) ininterrottamente dal 1 Giugno 2005

Direttore Responsabile:
Francesco Fumarola

Co-direttrice

Pamela Strafella

Giornalista collaboratore

Enrico Campofreda

Non tutto il materiale pubblicato deve essere considerato strettamente condiviso da questa Redazione

Operai e padroni alla FIAT PDF Stampa E-mail
Formazione - Riflessioni
Scritto da Roberto Pardini, PRC Geymonat Centro Storico Genova   
Domenica 07 Febbraio 2010 20:58

Operai e padroni alla FIAT
Luca Cordero di Montezemolo
è un manager di tutto rispetto. Chissà quanti anni ha? Difficile dire, sembra un eterno ragazzo, con i capelli fluenti e i vestiti che i ragazzi di buona famiglia indossavano negli anni settanta per prendere gli aperitivi. Un martini, un campari e poi via sulla spider parcheggiata a pochi metri dal bar. Le biografie raccontano di lui che ha fatto di sicuro la gavetta. D'altronde è una caratteristica del gruppo Agnelli, non c'è n'è uno che non abbia passato un periodo alle presse, o alla verniciatura. Chissà se il nostro Luca ha mai nascosto una parte del suo nome, quel di Montezemolo (borgo tra il Piemonte e la Liguria) che sa di nobiltà, oppure se lo ha sempre portato come un vanto. Qualche anno fa riempì le cronache dei giornali non solo scandalistici il suo matrimonio con la ex diva Edwige Fenech, che nel frattempo dopo quel matrimonio si è rifatta un nome e ora partecipa ai programmi televisivi per famiglie la domenica pomeriggio.Nel frattempo chi sbircia tra i dvd in edicola può farsi un resoconto completo delle performance attoriali della nostra, la diva del buco della serratura. Negli anni settanta gli italiani amavano tantissimo quei film in cui la dottoressa, la professoressa o la soldatessa Fenech passava da una doccia all'altra mostrando poco, alludendo molto. Sicuramente Luca Cordero ricorda tutto di quei film, innocenti evasioni proibite degli anni settanta. Quei film che probabilmente piacevano tantissimo sia agli operai che al giovane rampollo. A ben vedere ci sarebbero altre cose che uniscono la classe operaia al nostro grande manager, di cui a dire il vero conosciamo in realtà poco, sarà la riservatezza sabauda.

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Iran, un terrore per due PDF Stampa E-mail
Le Rubriche di Enrico Campofreda - Direzione ostinata e contraria
Scritto da Enrico Campofreda   
Domenica 07 Febbraio 2010 20:47
Iran, un terrore per due
A pochi giorni dal 31° anniversario della Rivoluzione Islamica l’opposizione contraria agli ayatollah fa sapere che riempirà di nuovo le strade per costringere Ahmadinejad a dimettersi. Ma la Guida Suprema Khamenei ha tuonato che le forze di sicurezza torneranno a usare la mano pesante contro i disordini e, in un’apparizione televisiva, ha nuovamente accusato talune potenze occidentali di fomentare scontri. In forma apertamente dissuasiva il governo clericale ha fatto di più impiccando due oppositori accusati di avere partecipato ai tumulti dei mesi scorsi. I due - Arash Rahmanpur e Mohammad Ali Zamani - non erano manifestanti qualsiasi ma rispettivamente attivisti del movimento monarchico e dei Mujahedin del Popolo, ai tempi di Khomeini la maggiore forza d’opposizione al sistema del velayat-e faqih. In un Paese dove la pena di morte è prevista per legge e le esecuzioni capitali proseguono, le due recenti impiccagioni dovrebbero costituire una cruda e crudele normalità.
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PCL San Giovanni in Fiore (Cosenza): Appello alla cittadinanza PDF Stampa E-mail
Bollettino&Appuntamenti - Bollettino a sinistra
Scritto da PCL San Giovanni in Fiore (Cosenza)   
Domenica 31 Gennaio 2010 23:57
PCL San Giovanni in Fiore (Cosenza): Appello alla cittadinanza
 
La Lezione del '21: Unità e Salvaguardia dell'identità Comunista PDF Stampa E-mail
Formazione - Riflessioni
Scritto da Antonio Catalfamo   
Sabato 30 Gennaio 2010 09:33
Il 21 gennaio 2010, nel Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina, per iniziativa della Federazione della Sinistra, si è svolto un convegno-dibattito sul tema: “21 gennaio 1921: nasce il Partito Comunista d’Italia. 21 gennaio 2010: riflessioni e prospettive”. Pubblichiamo qui di seguito l’intervento di Antonio Catalfamo (Università di Cassino)
 Il 21 gennaio 1921 nasceva, al teatro San Marco di Livorno, il Partito comunista d’Italia. A quasi novant’anni di distanza, noi ricordiamo quell’avvenimento, certo con viva commozione, ma anche con quel distacco razionale che è necessario per analizzarlo compiutamente e trarne insegnamenti per il presente e per il futuro. E’ da sfatare, innanzitutto, il luogo comune, oggi tornato in auge, secondo il quale la nascita del Partito comunista d’Italia fu determinata solo dal desiderio di “fare come in Russia”. Essa fu determinata anche dal giudizio che Gramsci, Togliatti, Terracini e gli altri protagonisti della scissione di Livorno, dopo una lunga analisi, avevano maturato intorno al gruppo dirigente del Partito socialista, ai suoi vizi genetici. Questo partito era ormai diventato una sorta di “circo Barnum”, diviso in mille tendenze e correnti contraddittorie, che ne provocavano l’immobilismo. Era incapace di analizzare seriamente la realtà e di agire di conseguenza. Gramsci ed i suoi compagni erano ben consapevoli di tutto ciò, e questo giudizio totalmente negativo sul Partito socialista determinò la scissione. Basti qui accennare a due aspetti fondamentali.
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CRONACA DI UNA GIORNATA DI RESISTENZA PDF Stampa E-mail
Questioni di Genere - Diritti vs Violenze
Scritto da Le compagne femministe e lesbiche del 22   
Martedì 26 Gennaio 2010 19:54

CRONACA DI UNA GIORNATA DI RESISTENZA

Riceviamo e pubblichiamo il report della giornata di lotta del 21 gennaio 2010 in difesa della sede femminista e lesbica del 22.

Ore 5 del mattino : tante compagne, femministe e lesbiche si trovano già dalle 4,30 davanti alla sede del 22, organizzate e determinate a respingere il tentativo di sgombero; qualche metro più in là si raduna anche il presidio indetto da compagni/e della sede del 26;

Ore 8.00 : cominciano ad arrivare le altre alla colazione organizzata in difesa della sede: caffè, latte, the, cornetti e tanta determinazione!

Ore 9.30 : arriva un funzionario del commissariato di san lorenzo a comunicare che non invieranno la forza pubblica e che arriverà l'ufficiale giudiziario;

Ore 10.30: assemblea per fare il punto della situazione, decidere gli appuntamenti e le modalità di risposta all'ufficiale giudiziario: siamo in tante in un'assemblea partecipata e costruttiva!

Ore 12.00: arrivo dell'ufficiale giudiziario con il curatore fallimentare, l'avvocato della banca creditrice ed il tecnico della banca stessa a richiedere la sede; la richiesta viene naturalmente rimandata al mittente e l'ufficiale giudiziario fissa per il 18 marzo il prossimo tentativo di accesso.

Ringraziamo tutte le femministe, le lesbiche, le compagne, le donne dei collettivi, dei coordinamenti e le singole che hanno lottato con noi e che ci hanno sostenute con forza, pazienza, coraggio e fermezza per la difesa di uno spazio vitale di liberazione e autodeterminazione.

Difendiamo gli spazi occupati!

Difendiamo gli spazi di donne, femministe e lesbiche

 
Karl, Rosa e Spartaco PDF Stampa E-mail
Formazione - Riflessioni
Scritto da Giustiniano Rossi   
Martedì 26 Gennaio 2010 04:05
Il 15 gennaio 1919, Karl Liebknecht, solo deputato del Reichstag ad aver votato, il 2 dicembre 1914, contro i crediti di guerra e Rosa Luxemburg, che aveva pagato la sua guerra alla guerra con la reclusione durante gli anni della prima guerra mondiale, venivano assassinati dalla soldataglia agli ordini del ministro della Reichswehr (esercito) Gustav Noske, che con Friedrich Ebert e con il cancelliere Philipp Scheidemann dirigeva la SPD, il Partito Socialdemocratico Tedesco. Il loro assassinio, preludio delle migliaia di altri assassini nei mesi che seguirono e dei milioni nei lunghi anni della peste hitleriana, non é solo il marchio d’infamia di quei dirigenti socialdemocratici, traditori della rivoluzione tedesca del novembre 1918, ma segna anche l’inizio di una serie di crimini che determineranno, a partire dalla repressione di quella rivoluzione, la divisione fratricida della sinistra di cui approfitteranno il fascismo, il nazional-socialismo ed i loro squallidi epigoni di oggi.
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Napolitano, l’inchino a Craxi PDF Stampa E-mail
Le Rubriche di Enrico Campofreda - Direzione ostinata e contraria
Scritto da Enrico Campofreda   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 02:06
Napolitano, l’inchino a Craxi
Uno degli avvelenamenti che da tempo gli italiani subiscono con cadenza pressoché quotidiana è dato dal revisionismo storico. Progetto che, come l’azzurro del partito berlusconiano, ha attirato adesioni che avevano radici anche autoctone. L’attuale orientamento politico, che ha sdoganato neofascisti trasformandoli in ministri della Repubblica, giunge a uno dei suoi passi più ambiziosi: la riabilitazione del mito e padre putativo dell’essenza di chi governa, Bettino Craxi. La campagna di rivalutazione del militante capace e ambizioso che si fece strada dietro il già anziano leader socialista Pietro Nenni per scalare segreteria di partito e agguantare premierato e potere, marcia non solo sulle note dei cortigiani d’un tempo. Accanto alla casta che fa propria la lezione craxiana trasformando la cosa pubblica in affare privato anche il crinale delle Istituzioni più alte cede alla real politik. Il Presidente Napolitano, omaggiando con una lettera la vedova dell’ex premier ricordato come “statista”, fatto in palese contraddizione con la sua latitanza, compie egli stesso un gesto di profondo revisionismo.
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Berlusconi, quando l’ideologia frena il business PDF Stampa E-mail
Le Rubriche di Enrico Campofreda - Direzione ostinata e contraria
Scritto da Enrico Campofreda   
Domenica 07 Febbraio 2010 20:52
Le frasi tutte ideologiche di Silvio Berlusconi nel viaggio-vetrina in Israele con la coda delle esplicite accuse al governo iraniano rischiano di avere contraccolpi economici tutt’altro che marginali per il nostro Paese. Alla stregua di molto Occidente e delle potenze mondiali che minacciano sanzioni, l’Italia ha cospicui investimenti nell’Iran degli ayatollah. La tivù di Stato iraniana ha diffuso una piccata replica e bollato il discorso del Capo del governo come servile verso Israele. Ha inoltre sottolineato il cinismo sull’aggressione militare a Gaza “il vostro premier è arrivato ad affermare che quell’intervento fu giusto e così ha calpestato i cadaveri di 1.400 civili palestinesi uccisi”. L’affermazione di Berlusconi sul “giusto attacco a Gaza” e la successiva retromarcia durante l’incontro con Abu Mazen a Betlemme sono la quintessenza dell’opportunismo politico del leader italiano che mentre cercava benevolenze su ogni fronte è riuscito a scontentare tutti. I rappresentanti della pur morbida Anp sono rimasti gelidi al paragone delle vittime di Gaza con quelle della Shoah e gli israeliani si sono risentiti nella duplice veste di vittime del passato e carnefici del presente.
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Gen. Graziano (UNIFIL): Israele viola la sovranità del Libano e lo umilia PDF Stampa E-mail
Mondo - Asia
Scritto da Forum Palestina   
Lunedì 01 Febbraio 2010 00:04
Prima di rientrare nel suo paese il comandante della Forza d’interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha criticato Israele, accusandolo di violare le risoluzioni delle Nazioni Unite e di umiliare i Libanesi. Parlando ai microfoni della radio militare israeliana il gen. Claudio Graziano ha denunciato: “gli sconfinamenti dei caccia israeliani nello spazio aereo libanese ledono la credibilità delle forze dell’UNIFIL e infliggono un’umiliazione ai Libanesi”. “Benchè l’esercito israeliano consideri questi voli una tappa necessaria per impedire il traffico d’armi e mirino a raccogliere informazioni, costituiscono una violazione della sovranità dello Stato e perfino un’umiliazione per il Libano”, ha insistito il generale italiano. Graziano ha negato le illazioni israeliane relative a Hezbollah e ha dichiarato che “per tutti gli anni precedenti non c’è stato contrabbando d’armi verso il sud” del Libano. Ha anche sottolineato che “in questi ultimi anni non ci sono neanche mai stati scontri tra le forze internazionali e Hezbollah”.

Graziano ha fatto appello ad Israele di ritirarsi dalla parte nord del villaggio di Ghajar, accusandolo di “violare attualmente le risoluzioni delle Nazioni Unite con il rifiuto dell’accordo che esse hanno pattuito con il Libano”. Graziano terminerà il suo mandato il 28 gennaio prossimo e gli succederà il generale spagnolo Alberto Asarta Cuevas. Il generale italiano ha smentito a più riprese le accuse israeliane ad Hezbollah sul traffico d’armi, attirandosi gli strali dei responsabili israeliani che hanno fatto di tutto per impedire la sua riconferma alla testa dell’UNIFIL. Si sa che le accuse israeliane non sono mai state suffragate né dimostrate dalla benché minima prova.

Fonte : Al-Manar
 
Nichi-Nichi, fra bertinottismo e languori craxiani PDF Stampa E-mail
Le Rubriche di Enrico Campofreda - Direzione ostinata e contraria
Scritto da Enrico Campofreda   
Domenica 31 Gennaio 2010 23:47

Rilanciato sul proscenio nazionale dalla popolarità delle primarie vinte in regione, Nichi Vendola guarda oltre la possibile riconferma a Governatore. Cammina avanti, fiuta il futuro che dovrà esistere oltre la Puglia. E nella ribadita investitura di consensi cerca quel credito alla leadership annebbiato da precedenti bocciature e scissioni dentro Rifondazione. Nel vuoto cosmico di rappresentanza di quel che resta della sinistra “radicale” lui certamente giganteggia. Bisogna riconoscergli impegno e coerenza e perfetto adeguamento alla politica dell’immagine che, come una star del minimalismo filmico nazionale, aveva già vestito nel documentario “Nichi” di Contessa, presentato anni addietro alla Mostra di Venezia. Liberissimo Vendola d’incarnare un neo comunismo dal volto umano seguendo il suo stesso slogan “Non voti, ma volti”, portatore però d’una mezza verità perché i voti a un governatore servono e altrettanto al ripartente capo d’una sinistra che si rilancia. Il problema non è questo. Vendola è intelligente e capace, può dimostrare d’essere un integerrimo amministratore, Frisullo permettendo. Ma quella defenestrazione ha l’odore di giustizia, non di giustizialismo. Eppure in certe ultimissime affermazioni Nichi sembra riproporre all’elettorato dell’altra sinistra la riscaldatissima minestra bertinottiana.

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L’impasse della berlusconizzazione francese PDF Stampa E-mail
Formazione - Riflessioni
Scritto da Giustiniano Rossi   
Sabato 30 Gennaio 2010 09:30
Sono sempre più numerose le voci che denunciano in Francia una vera e propria berlusconizzazione, un processo che, come in Italia, va dall’unificazione delle destre - neofascisti, razzisti e xenofobi compresi - alla messa sotto controllo della televisione pubblica contestuale alle pesanti agevolazioni concesse alla televisione privata, dall’estrema concentrazione e personalizzazione del potere all’applicazione quasi religiosa delle dottrine del neoliberalismo, dal bavaglio alla magistratura all’esautorazione di quel che resta del potere legislativo. Come Berlusconi, Sarkozy è quasi quotidianamente su tutti i giornali, televisioni e radio, dato che buona parte di essi appartengono ai suoi sostenitori o, come la televisione pubblica, sono sottoposti al suo controllo, visto che il presidente di France Télévisions viene nominato direttamente dal presidente della Repubblica. Mentre i francesi sembrano unanimemente convinti che l’elezione di Sarkozy – come quella di Berlusconi in Italia - non sarebbe stata possibile senza l’uso spregiudicato della televisione, non pochi continuano a pensare che la berlusconizzazione del loro paese sia, piuttosto che una realtà, una tendenza, inorriditi dalla sola ipotesi di mettere sullo stesso piano l’Esagono con lo Stivale, sebbene per alcuni aspetti il processo sia ancora più avanzato.
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L’ossessione del Muro PDF Stampa E-mail
Le Rubriche di Enrico Campofreda - Direzione ostinata e contraria
Scritto da Enrico Campofreda   
Martedì 26 Gennaio 2010 04:09
L’ossessione del Muro
Muri. Quello più lungo, di 730 km, che la regista Simone Bitton in un documentario del 2003 mostrava nella fase di costruzione, essenza di apartheid e autocarcerazione. Quello recente che l’Egitto pone sul confine di Gaza, odioso come l’altro ma miseramente vile. E non tanto perché celato allo sguardo ma per l’ostacolo alla sopravvivenza di quel milione e mezzo di persone costrette da tre anni a ricevere manna dal sottosuolo. Probabilmente non potranno più avere dai tunnel della salvezza le medicine e i viveri che Tsahal rallenta o blocca ai valichi della Striscia. E’ previsto che l’acqua marina inonderà future gallerie. I gazesi dovranno prostrarsi per vivere accettando i governanti che piacciono ai propri carcerieri. E la fobìa che assieme alla follìa guida mente e braccia dell’establishment israeliano ha progettato un muro ancora più grande a difesa dal mondo, che fisicamente per chi abita nello Stato che vuol essere di soli ebrei, sono le popolazioni mediorientali.
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Lettera aperta: Comuniste e comunisti cominciamo da noi, 2.0 PDF Stampa E-mail
Italia - Comunisti Uniti
Scritto da Comunisti Uniti   
Giovedì 21 Gennaio 2010 15:01

Lettera aperta: Comuniste e comunisti cominciamo da noi, 2.0 

Per aderire all’Appello scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ci rivolgiamo a tutte le compagne ed i compagni comunisti ovunque collocati: nel PRC e nel PdCI; a tutto l’arcipelago comunista e anticapitalista; alla vasta diaspora dei “senza tessera” che ieri come oggi resistono all’attacco dei padroni sui posti di lavoro, sui tetti, nelle piazze, nelle occupazioni per il diritto al lavoro; nelle scuole e nelle università per l’accesso al sapere; nei territori dove si pratica il conflitto sociale per la difesa dell’ambiente. Attorno a questo patrimonio potenziale riteniamo necessaria e non più rimandabile una ricucitura unitaria di tutte le esperienze oggi in campo.

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Metodo e merito delle consultazioni per le regionali: in Toscana la Segreteria PRC lavora così PDF Stampa E-mail
Bollettino&Appuntamenti - Bollettino a sinistra
Scritto da Compagne e compagni critici della federazione fiorentina   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 02:02
Oltre ogni limite. Con il commento diffuso ieri riguardo alla consultazione tenutasi la scorsa settimana, la segreteria del PRC di Firenze ha superato ogni tipo di limite concepibile. I compagni della segreteria possono contorcersi in giri di parole, possono inventare sul momento regole di una consultazione che loro stessi hanno impostato, possono girare la frittata e usare tutta la parlantina di questo mondo. Eppure tutti sappiamo cosa sta succedendo. L'evidenza toccata dai compagni negli attivi di zona parla più di mille comunicati.
Di fronte alle richieste di vari compagni per un'ampia consultazione circolo per circolo per dare a tutti gli iscritti la possibilità di far sentire la propria voce su una decisione importante come le alleanze in vista delle elezioni regionali, la segreteria nel Comitato Politico del 23 nov. ha formalmente assunto questa proposta e ha proceduto a stabilire le modalità della consultazione stessa, esplicitate in una mail del 3 dic. con cui predisponeva un calendario di attivi di zona (con l'eccezione del circolo di Lastra a Signa che si riunisce in proprio l'11 dic.) da concludersi il 18 dicembre con la convocazione del Comitato Politico. Ci siamo attenuti a questa modalità, presentandoci nelle ore, nei giorni e nei luoghi indicati dalla segreteria.
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Pegolo, Sinistra Comunista: La Federzione non puo diventare la pietra tombale del PRC
Domenica 22 Novembre 2009
Intervento di Gianluigi Pegolo nella Direzione nazionale del PRC del 18 novembre Preliminarmente, vorrei precisare che non ritengo sia... Leggi tutto...
Marco Rizzo, CONGRESSO CGIL: RETE 28 APRILE E FIOM, UNA MINORANZA PER IL SINDACATO DI CLASSE
Domenica 15 Novembre 2009
Non ci stancheremo mai di ripetere che oggi servirebbe un vero sindacato di classe che tornasse a difendere i lavoratori mettendo la sua azione in... Leggi tutto...
Sinistra Comunista:Intervento di Gianluigi Pegolo alla Direzione Nazionale
Sabato 17 Ottobre 2009
Non comprendo l’enfasi con cui alcuni compagni sottolineano la necessità di accelerare sulla federazione, né comprendo questi richiami nella... Leggi tutto...
Un documento del circolo PRC di Castiglione (Bologna)
Sabato 17 Ottobre 2009
Noi siamo e vogliamo restare comunisti e siamo favorevoli a costruire un’unità d’azione di tutta la sinistra, ma vogliamo continuare ad essere e... Leggi tutto...
L'Ernesto: Lettera aperta al compagno Ferrero. Caro Paolo, perché sei contrario all’unità dei comunisti?
Sabato 17 Ottobre 2009
Caro compagno Ferrero, credo sia tempo di porti una domanda: perché respingi la proposta, avanzata dal Pdci - ma ormai fatta propria da tanta parte... Leggi tutto...
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